Masticare per stare bene: perché i masticativi sono fondamentali per l’equilibrio del cane

Molti ci chiedono: “Ma i masticativi servono davvero o lo sto solo viziando?” La risposta è semplice: masticare è un bisogno primario. Non è un passatempo, non è un premio, ma rappresenta un comportamento che affonda le sue radici nel pattern predatorio ancestrale.

Nel lupo, la manipolazione, la lacerazione e la triturazione della preda occupano una parte significativa del tempo dedicato all’alimentazione (Mech & Boitani, 2003). Non si tratta solo di nutrirsi, ma di un processo che coinvolge competenze motorie, cognitive e sensoriali.

Con la domesticazione e la diffusione di diete industriali secche o umide, il tempo necessario per consumare il pasto si è drasticamente ridotto. Questo cambiamento ha potenzialmente limitato l’espressione di comportamenti ingestivi complessi, con possibili ripercussioni sul benessere comportamentale (Bradshaw, 2011).

L’impiego controllato di masticativi può rappresentare uno strumento di arricchimento ambientale e supporto alle terapie comportamentali, purché venga personalizzato sulla base delle caratteristiche individuali del soggetto e del suo stato di salute.

Cosa succede quando il cane mastica?

Dietro un gesto così semplice si attiva un meccanismo molto più profondo. La masticazione stimola il rilascio di endorfine, favorisce la produzione di serotonina e contribuisce a ridurre il cortisolo (l’ormone dello stress). In parole semplici: aiuta il cane a calmarsi, a regolare l’eccitazione e a sentirsi meglio.

È uno strumento naturale di autoregolazione emotiva. Ecco perché spesso vedete il vostro cane rilassarsi dopo aver masticato a lungo. Non è stanchezza: è riequilibrio.

Studi in medicina comportamentale veterinaria suggeriscono che la ridotta opportunità di esprimere comportamenti specie-specifici possa favorire la comparsa di distruttività, stereotipie orali e difficoltà di autoregolazione emotiva (Horwitz & Mills, 2009; Overall, 2013).

Cosa dice la scienza

La masticazione non è solo un gesto meccanico: attiva sistemi neurobiologici profondamente coinvolti nella regolazione dello stress e dell’equilibrio emotivo.

In particolare, può influenzare l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), il principale sistema neuroendocrino responsabile della risposta allo stress e della regolazione dell’omeostasi, cioè la capacità dell’organismo di mantenere stabilità interna. Studi sperimentali hanno dimostrato che l’attività masticatoria può ridurre i livelli plasmatici di cortisolo in condizioni di stress acuto (Hori et al., 2004; Kubo et al., 2008).

Sebbene molte ricerche non siano state condotte direttamente nel cane, i meccanismi coinvolti risultano conservati nei mammiferi. La masticazione stimola infatti le afferenze trigeminali — i segnali sensitivi provenienti da denti, bocca e strutture facciali — e modula l’attività del sistema limbico, il cosiddetto “cervello emotivo”, che integra emozioni, memoria e risposte fisiologiche.

Inoltre, masticare favorisce la produzione di endorfine, peptidi oppioidi endogeni con funzione analgesica e ansiolitica (Pecoraro et al., 2004), contribuendo alla riduzione dell’arousal e alla sensazione di rilassamento osservabile dopo periodi prolungati di masticazione.

La stimolazione ritmica e ripetitiva tipica di questo comportamento può anche influenzare la neurotrasmissione serotoninergica, con effetti sulla regolazione dell’umore e dell’impulsività (Chaouloff, 2000). Per questo motivo, in ambito clinico-comportamentale, la masticazione può essere integrata in modo controllato nei protocolli di gestione dell’ansia lieve o della frustrazione.

Tutti i benefici dei masticativi

Se scelti bene e inseriti correttamente nella routine, i masticativi possono:

  • offrire un’alternativa sana alla distruttività;

  • aiutare il cane a decomprimere dopo situazioni stressanti;

  • favorire il rilassamento e migliorare la qualità del sonno;

  • supportare percorsi educativi e comportamentali;

  • contribuire alla pulizia meccanica dei denti;

  • tenere impegnato il cane in modo funzionale e appagante.

Nel cucciolo, soprattutto durante la dentizione (3–7 mesi), la masticazione aiuta anche a gestire il fastidio gengivale e a canalizzare l’esplorazione orale.

Quali masticativi scegliere?

È sempre meglio preferire masticativi naturali, con una composizione semplice e chiara (idealmente un solo ingrediente), evitando prodotti trattati chimicamente o realizzati in materiali sintetici.

Tra quelli più comuni troviamo:

  • orecchie di maiale (ricche di proteine e facilmente digeribili);

  • trippa verde (è una fonte naturale di probiotici ed enzimi digestivi);

  • pelle di pesce (ottima alternativa per soggetti con allergie);

  • trachee di manzo (contengono cartilagine, ottime per le articolazioni);

  • tendini e nervi (resistenti e duraturi);

  • colli di pollo, anatra (adatti a cuccioli o cani poco esperti);

  • zampe di gallina o di anatra (adatte a cuccioli o cani poco esperti);

  • bastoncini di latte di Yak (fonte di calcio e altri minerali);

  • corna di cervo (molto dure, da valutare con attenzione);

  • radice di erica.

La scelta va sempre personalizzata: età, forza mandibolare, stato dentale e condizioni cliniche fanno la differenza.

Cosa evitare assolutamente

Non tutto ciò che il cane può mordere è sicuro. Meglio evitare:

  • materiali eccessivamente duri che possono lesionare la dentina;

  • ossa di pelle di bufalo lavorate chimicamente;

  • palline da tennis (sono abrasive per lo smalto);

  • legni che si scheggiano facilmente e possono provocare lesioni alla cavità orale del cane;

  • ossa di prosciutto;

  • ossa cotte;

  • giochi facilmente distruttibili con rischio di ingestione.

Anche i masticativi naturali, se troppo duri (come le corna), possono causare fratture dentali, in particolare del quarto premolare superiore.

Quando serve cautela

Non tutti i cani possono utilizzare qualsiasi masticativo. Occorre attenzione in caso di malattia parodontale, fratture dentali pregresse, pancreatite, gastrite cronica, IBD, obesità, intolleranze alimentari.

In soggetti con resource guarding o elevata competitività, il masticativo può diventare motivo di tensione e va inserito con gradualità.

Comportamenti orali ripetitivi e persistenti (leccamento eccessivo, suzione di tessuti o mordicchiamento reiterato) possono rientrare in quadri di disturbi d’ansia, disturbi compulsivi, dolore cronico non diagnosticato o condizioni di deprivazione sensoriale. In questi casi, il masticativo non rappresenta un intervento terapeutico risolutivo. Può eventualmente ridurre temporaneamente il sintomo, offrendo un sollievo momentaneo, ma non interviene sulla causa sottostante. È fondamentale, quindi, rivolgersi a un professionista per una valutazione comportamentale approfondita.

In conclusione, masticare non è un vizio. È un comportamento ecologicamente fondato. Offrire al vostro cane la possibilità di masticare in modo sicuro e consapevole significa rispettare la sua natura, aiutarlo a gestire lo stress e migliorare il suo equilibrio quotidiano.

Bibliografia minima

Bradshaw, J., Dog Sense, Basic Books (2011)
Chaouloff, F., Serotonin, stress and corticoids, Journal of Psychopharmacology, 14(2), 139–151 (2000)
Fossum, T. W., Small Animal Surgery, Elsevier (2019)
Hall, E. J., German, A. J., & Williams, D., BSAVA Manual of Canine and Feline Gastroenterology, BSAVA (2010)
Hori, N., Yuyama, N., Tamura, K., & Bando, E., Mastication suppresses stress-induced hippocampal neuron loss, Brain Research, 1019(1–2), 85–91 (2004)
Horwitz, D., & Mills, D., BSAVA Manual of Canine and Feline Behavioural Medicine, BSAVA (2009)
Kubo, K. Y., Iinuma, M., & Chen, H., Mastication as a stress-coping behavior, Neuroscience Letters, 447(2–3), 137–140 (2008)
Landsberg, G., Hunthausen, W., & Ackerman, L., Behavior Problems of the Dog and Cat, Elsevier (2013)
Mech, L. D., & Boitani, L., Wolves: Behavior, Ecology, and Conservation, University of Chicago Press (2003)
Niemiec, B. A., Periodontal disease, Topics in Companion Animal Medicine, 23(2), 72–80 (2008)
Overall, K. L., Manual of Clinical Behavioral Medicine for Dogs and Cats, Elsevier (2013)
Pecoraro, N., Reyes, F., Gomez, F., Bhargava, A., & Dallman, M., Chronic stress promotes palatable feeding, Physiology & Behavior, 82(4), 623–638 (2004)
Stookey, G. K., Soft rawhide reduces calculus formation in dogs, Journal of Veterinary Dentistry, 26(2), 82–85 (2009)

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